Una nuova realtà da costruire... Insieme!!

"Una Cortemaggiore diversa", una frase semplice che in realtà cela un progetto di cambiamento e di trasformazione del nostro paese, un progetto che sta nascendo e che per crescere ha bisogno del contributo di tutti i magiostrini responsabili che non si rispecchiano nella politica di chi attualmente amministra il paese.

Già da alcuni mesi, un gruppo di persone si sta riunendo per discutere e definire quelli che per loro sono gli aspetti critici della nostra realtà; ora nasce questo blog per rendere il dibattito il quanto più possibile allargato, per fare in modo che chiunque voglia, anche chi non può partecipare, possa non solo informarsi su ciò che vien detto, ma possa anche dire la propria opinione sull'argomento che più l'interessa, diventanto partecipe protagonista di quanto sarà deciso.

Ora abbiamo bisogno di tutti voi!

lunedì 14 febbraio 2011

La risorsa suolo


In questi tempi si discute molto di risorse, del fatto che siano in esaurimento o della necessità del loro riutilizzo e via discorrendo, c'è però una di queste risorse che è sempre rimasta al di fuori di questi ragionamenti, lontano dalle luci della ribalta: è il suolo. Il suolo è infatti il nostro patrimonio più grande, un'immensa ricchezza letteralmente sotto i nostri piedi, che però va gestita e curata con molta attenzione, poichè una volta rotto l'equilibrio di un territorio, gli effetti sono sempre dannosi e di lunga durata; tutto ciò che viene fatto su un territorio, sia esso un devastante sfruttamento o un'oculata gestione, viene trasmesso alle generazioni future, che si ritroveranno a dover convivere con le conseguenze (buone o cattive, a seconda dei casi) delle politiche attuate da chi li ha preceduti.

lunedì 7 febbraio 2011

La questione Co2


Ultimamente si è tanto parlato dell'impianto di segregazione geologica della CO2 a Cortemaggiore. Per chi non lo sapesse, questo è un progetto sperimentale che utilizza un pozzo di stoccaggio del gas naturale sito tra i comuni di Cortemaggiore e Besenzone, di proprietà dell’Eni, come serbatoio della Co2 emessa dalla centrale a Carbone di Brindisi, di proprietà dell’Enel.
Secondo il progetto presentato, la Co2 catturata con un sistema anch’esso sperimentale, viene successivamente compressa, liquefatta e trasportata su gomma al sito individuato dove viene stoccata in quattro grandi serbatoi, per poi essere iniettata in continuo nel sottosuolo. L’operazione ha due obiettivi: uno più sperimentale, che va nella direzione di abbattere entro il 2020 il 5% delle emissioni di CO2, considerata la maggiore responsabile dell’effetto serra e per cui la Comunità Europea mette a disposizione cospicui finanziamenti ed un secondo obiettivo di più stretta rilevanza tecnica che è l’uso della CO2 per aumentare la pressione del pozzo e permettere di mantenere operativa la Concessione estrattiva di Eni che è in scadenza.